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Quando l'auto è in fringe benefit

Quando l'auto è in fringe benefit

Le auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti possono essere utilizzate per scopi sia aziendali (per esempio, visita ai clienti) sia personali (tragitto casa-lavoro, viaggi nei week-end o in ferie). Per l'azienda, l'art. 164 del Tuir (Dpr 917/1986) prevede che le spese e gli altri componenti negativi dei «veicoli dati in uso promiscuo... per la maggior parte del periodo d'imposta» (quindi, almeno 183 giorni dell'anno) siano deducibili al 70% senza considerare alcun limite di costo della macchina. Non è necessario che tale utilizzo sia avvenuto in modo continuativo ne che la vettura sia usata dallo stesso dipendente. Se l'automobile è acquistata nel corso dell'anno, «la maggior parte del periodo» si calcola dal momento dell'acquisto fino al termine del periodo d'imposta.

La deduzione del 70% è su tutti i costi effettivi (ammortamento, canoni di leasing o noleggio, assicurazione, manutenzione, bollo, carburante eco), non soltanto su quelli che eccedono il fringe benefit tassato al lavoratore. Se, invece, il mezzo è concesso in uso promiscuo per un tempo inferiore alla maggior parte del periodo d'imposta, i costi sono deducibili in misura diversa, secondo i casi: per intero, fino a concorrenza dell'ammontare del fringe benefit che contribuiscono a formare il reddito di lavoro dipendente, oppure nella misura del 20% tenendo conto dei limiti massimi disposti dall'art. 164 comma 1, lettera b) del Tuir, ragguagliati al periodo diverso da quello di uso promiscuo, per la parte eventualmente eccedente.

Per il dipendente, invece, in base a quanto previsto dall'art. 51, comma 4, lettera a) del Tuir, l'attribuzione di un veicolo in uso promiscuo determina un fringe benefit pari al 30% dell'importo, corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 km, determinabile sulla base del costo chilometrico previsto dalle tabelle Aci. Da tale importo vanno detratte le eventuali somme trattenute al dipendente. Dal punto di vista operativo, il valore del fringe benefit può essere attribuito al dipendente mediante inserimento in busta paga oppure con fatturazione (i costi di percorrenza indicati nelle tabelle Aci sono da considerarsi comprensivi di Iva). Ma è anche possibile attribuirne una quota in busta paga e un'altra con fattura. Per completezza, si ricorda che, nel caso in cui il dipendente utilizzi la propria auto per una trasferta, il datore di lavoro (per il quale è previsto un limite alla deducibilità del costo di percorrenza dell'autoveicolo privato per vetture con potenza superiore a 17 CV fiscali se benzina e 20 CV fiscali se diesel) deve corrispondere un'indennità chilometrica. Per quanto riguarda l'Iva, infine, la detrazione sui costi delle auto rimane al 40% anche in caso di uso promiscuo da parte dei dipendenti, tranne quando l'azienda addebita a questi ultimi un corrispettivo (fatturato con Iva) per l'uso personale (almeno pari al fringe benefit tassato).