News & Media

Acquisto, noleggio, leasing: auto aziendale al test di convenienza

Acquisto, noleggio, leasing: auto aziendale al test di convenienza

La disciplina dei veicoli a motore è prevista dall'articolo 164 del Tuir. In particolare, con riferimento alle autovetture, agli autocaravan, ai motoveicoli e ciclomotori, la lettera a), comma i, consente la totale deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi, purché i mezzi siano utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell'attività d'impresa. L'Agenzia delle entrate, tuttavia, ha fornito una lettura restrittiva della nozione di «esclusivamente strumentale», facendovi rientrare solo quei veicoli senza i quali l'attività stessa non può essere esercitata (ad esempio, le auto per le imprese che effettuano attività di noleggio delle stesse o i mezzi di trasporto utilizzati dalle scuole per l'addestramento; si veda la circolare 48/E del io febbraio 1998).

L'acquisto Ciò premesso ed escludendo la specifica normativa relativa sia ai veicoli destinati a uso pubblico (ad esempio, i taxi), sia alle auto assegnate in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d'imposta, nonché agli agenti e rappresentanti, non rimane che applicare la fattispecie residuale contenuta nella lettera b), comma i, dell'articolo 164 del Tuir, che ammette la deducibilità dei costi nella misura del 20%, avuto riguardo al valore fiscalmente riconosciuto del bene: per le autovetture e gli autocaravan - recita la norma - «non si tiene conto: della parte del costo di acquisizione che eccede lire 35 milioni (curo 18.075,99)». Esiste, dunque, un doppio limite: il primo, fissa la soglia fiscale per le auto a 18.075,99 curo, sicché l'eventuale eccedenza è ininfluente ai fini del calcolo del reddito d'impresa; il secondo stabilisce che sul costo di acquisizione sostenuto e fino al tetto di 18.075,99, solo il 20% del costo può essere portato in deduzione.

Naturalmente, in caso di acquisto in proprietà del bene, il costo deducibile nell'esercizio dipenderà anche dalla quota di ammortamento iscritto in bilancio fiscalmente rilevante entro le aliquote stabilite dal decreto 31 dicembre 1988 (per le autovetture di solito il 25%; per le auto adibite a taxi 1130%), da considerare, nel caso delle imprese, a metà nel primo anno di entrata in funzionamento del cespite. Inoltre, per l'agenzia delle Entrate gli interessi passivi relativi al finanziamento accordato dalla concessionaria o dalla casa automobilistica seguono lo stesso trattamento fiscale del veicolo: nel caso in esame, quindi, la quota di interessi indeducibile sarebbe pari all'8o% (circolare 47/Edcl20o8). Il noleggio Per quanto riguarda il noleggio, il legislatore prevede una soglia fiscale di 3.615,20 euro annua dell'ammontare dei costi, oltre all'aliquota fiscale del 20 per cento. Tuttavia nei contratti "full service" il limite quantitativo di 3.615,20 curo opera solo sul costo del noleggio "puro" e non anche sulla quota dei servizi accessori (manutenzione ordinaria, assicurazione, bollo, ccc.). Pertanto, a patto che le due componenti di costo siano analiticamente distinte in fattura, si dovrà tener conto della doppia limitazione fiscale solo sul noleggio puro, mentre per i servizi accessori sarà sufficiente applicare la riduzione percentuale. Al fine di scongiurare manovre elusive sulla ripartizione delle due quote di addebiti, o stato chiarito che si ritiene corretto determinare la componente di costo da attribuire al noleggio puro sulla base dei "listini sulle tariffe medie" praticate per i noleggi senza servizi accessori.

Il leasing L'articolo 102, comma 7 del Tuir prevede che la deduzione dei canoni di locazione finanziaria relativi ai veicoli di cui alla lettera b), comma i, articolo 164 del Tuir, tra cui le autovetture soggette alla deducibilità parziale del 20%, sia ammessa per un lasso di tempo non inferiore al periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito dal decreto 31 dicembre 1988, ossia 4anni, essendo il relativo coefficiente pari al 25 per cento. Non si deve tener conto dell'ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondenti al costo delle autovetture eccedenti la soglia di 18.075,99 curo, ovvero lo stesso tetto fiscale fissato per l'acquisto in proprietà. Inoltre, l'importo dei canoni deve essere ragguagliato al periodo di utilizzo del veicolo nell'esercizio (circolare 48/E) e la prima rata o "maxi- canone" non può essere dedotta interamente nel primo esercizio, ma deve essere frazionata sull'intera durata del contratto mediante il ricalcolo dei canoni periodicamente corrisposti alla società di leasing. Per i contratti stipulati a partire dal 29 aprile 2012, il rispetto della durata minima fiscale non è più un prerequisito per fruire della deducibilità dei canoni. Sicché ove la durata contrattuale fosse inferiore a quella fiscale, si dovrà procedere apportando le necessarie variazioni in aumento in dichiarazione dei redditi, avendo tuttavia come riferimento le quote deducibili che si sarebbero ottenute in caso la locazione fosse durata il periodo minimo fiscalmente consentito. In conclusione, sulla convenienza fiscale non vi sono grandi differenze tra leasing, noleggio e acquisto in proprietà con finanziamento diretto di un'auto aziendale.

Tuttavia, le società di autonoleggio possono ancora fruire della disciplina dei superammortamenti e delle relative agevolazioni fiscali - per le auto acquisite entro fine dell'anno o entro il 30 giugno 2018 se entro il 31 dicembre prossimo effettuano l'ordine e il versamento di un acconto non inferiore al 20% del costo del bene. In linea teorica, quindi, c'è la possibilità che almeno parte di tali benefici vengano ribaltati sul cliente finale; se così fosse, si beneficerebbe di condizioni economiche più vantaggiose rispetto alle altre alternative.